Nel soffitto, a destra di chi entra, nella lunetta ottagonale:

L’ULTIMA CENA: L’ISTITUZIONE DELLA S.S. EUCARESTIA

A MEMORIA DELL’AMORE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ (2.)

"Come fu sera venne Gesù con i dodici apostoli e si sedette con essi a mensa. E

disse loro: - Ho vivamente desiderato mangiare con voi questo agnello pasquale prima

di partire. Poiché vi dico che d’ora innanzi io non ne mangerò più, finché non si

adempirà il disegno di Dio".

Poi prese un calice, ringraziò Dio e disse: "Prendete questo calice e fatelo passare

tra di voi... Poi prese un pane, ringraziò Dio e lo spezzò. Quindi lo diede ai suoi

discepoli dicendo "Questo è il mio corpo che viene offerto per voi. Fate questo in

memoria di me".

"Ma ecco il mio traditore è qui a tavola con me... guai a quell’uomo per mezzo del

quale egli è tradito". (Luca 22,7,14. 21-23)

Il dipinto è in chiave leonardesca. Il tendaggio che è dietro, di un rosso mattone,

incombe sulla piccola raffigurazione che è invece molto espressiva; lo si vede dai volti

e dal movimento dei personaggi. Al centro della tavolata c’è Gesù, intorno ci sono dieci

apostoli, davanti, in primo piano, girati di spalle, gli altri due.

La figura del traditore è sinuosa, contorta, a denunciarlo "serpente" dal forte tormento

interiore.